Mille regretz

MILLE REGRETZ de vous abandonner,
Et d’eslonger vostre fache amoureuse,
Jay si grand dueil et paine douloureuse,
Quon me verra brief mes jours definer.

La celestiale canzone di Josquin Desprez commosse il vihuelista granadino Luys de Narváez, inducendolo a creare la versione per vihuela intitolata “Canción del Emperador” (si riferiva a una predilezione di Carlo V: non sempre i sovrani e i potenti della terra furono degli stolti ignoranti). Cinque secoli dopo, “Mille Regretz” non ha perso nulla della sua bellezza, e un “vihuelista” contemporaneo, pur privo di imperatori e governanti capaci di cogliere l’ansia d’eterno che spira nella pagina di Josquin, getta la sua bottiglia nell’oceano, la sua stremata “Canzone alla sera”, affacciandosi alla finestra, in attesa del messaggio imperiale che non gli giungerà mai.

Angelo Gilardino – Canzone alla sera – dal “Concerto Italiano”
per quattro chitarre e orchestra
Orchestra da camera di Torino, direttore Paolo Ferrara – Quartetto Guitart